Regia di Christophe Gans vedi scheda film
Fra realtà è leggenda, IL PATTO DEI LUPI narra la storia della bestia del Gévaudan, regione della Francia meridionale ora annessa all'Occitania, in cui una sorta di lupo un po' troppo cresciutello, sbrano' un centinaio di persone nella seconda metà del XVIII secolo. Pellicola francese di difficile collocazione che guarda al mercato cinematografico internazionale, prendendo spunto dal cinema americano, ma anche dai film d'azione di provenienza asiatica alla John Woo. Un soggetto che non può non fare la gioia dei fans del cinema gotico dell'orrore, con il classico villaggio terrorizzato da una creatura o comunque da una presenza ignota, che prende come modello Tim Burton e il suo IL MISTERO DI SLEEPY HOLLOW, non senza dimenticare Arthur Conan Doyle. Purtroppo, come spesso capita ai francesi quando si cimentano nel cinema prettamente commerciale, il film e' un'assemblaggio caotico e "selvaggio" di generi e stili diversi, che comprende il film in costume, l'horror, il western e le arti marziali, in un frullato che diventa indigeribile, pesante (anche per l'eccessiva durata) e terribilmente "tamarro", con personaggi talmente ambigui da sfiorare quasi il ridicolo e il caricaturale: una prostituta di lusso armata di un ventaglio a lame degna di una bond-girl, pellerossa e nobili francesi esperti di kung-fu all'epoca di Luigi XV. Conclude il tutto una creatura realizzata grazie alla computer grafica che purtroppo risulta veramente poco plausibile e poco convincente, con la "moraletta" che l'uomo e' molto più pericoloso di qualsiasi bestia o animale. Restano solo alcuni meriti di confezione, fotografia e costumi. Un fumettone che probabilmente va visto per quello che e', senza troppe pretese di attendibilità e razionalità. Anche se emerge, a mio parere, una notevole dose di ambizione, che si trasforma ben presto in presunzione. D'altronde sono francesi...
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