Regia di Franco Angeli vedi scheda film
Tra i ragazzi della banda dell’Ortica, il Chiodo, il Denti, il Franchino, spicca Mario Gibellini detto “Danseur”. Sembra uscito da una storia di Primo Moroni, è cresciuto nelle palestre di un anonimo hinterland tirando di boxe ed è presto finito nei guai con la legge. Dopo la galera cerca di riavvolgere i fili di un sogno, quello del ring, senza contare che da certi ambienti è difficile uscire con le ossa intatte. Peccato, perché la moglie Teresa lo ama, sì, ma non è fessa e ha un nome che ricorda troppo da vicino la ruvidezza delle fanciulle di Buscaglione. Che notte, quella notte. Tra pugni che volano e amici al bar del Giambellino. Più che dignitoso l’esordio drammatico di Francesco Salvi al cinema. Nonostante la povertà del film (low low budget) si respira la Milano di una volta, quella delle canzoni della mala che finivano sempre nello stesso modo: “a San Vitür a ciapà ii bott”. Il regista Franco Angeli ha delle belle idee di scrittura (i flashback, la divisione della storia in “riprese”) ed è un peccato che le atmosfere del film siano spesso solo accennate, per cause di forza maggiore (produttive per lo più). Pochi sanno che Nando Gazzolo, eccellente anche qui, è stato in gioventù un vero boxeur.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta