Regia di Nanni Moretti vedi scheda film
Avete presente quando ci si trova ad un pranzo di famiglia? quando per caso vi ritrovate accanto ad un caro zio anziano che vedete solo in determinate occasioni, a cui volete bene, e che immancabilmente vi inizia a raccontare le solite storie (sempre le solite)? all’inizio si sorride, si è anche contenti di ascoltare i vecchi racconti a cui siamo affezionati, ma poi con l’andare avanti del pranzo, quando si è tra il primo e il secondo, e ci si rende conto che ne avremo per almeno un’altra oretta…ecco che arriva la noia, se non addirittura il fastidio per certe lungaggini del caro zietto. Ovviamente il caro zietto in questo caso è Nanni Moretti, a cui sinceramente voglio bene, ma che con questo suo ultimo film mi ha deluso molto.
Il sol dell'avvenire (2023): Nanni Moretti
Il regista racconta quello che ha raccontato già meglio in altri suoi lavori precedenti, e oltretutto sembra quasi recitare sé stesso, o forse vuole interpretare il ricordo che lo spettatore ha di lui.
Il Moretti infastidito dalle scene violente, il Moretti che gira per la sua città in cerca degli spazi giusti (prima in vespa, ora in monopattino), il Moretti che odia i sabot, il Moretti che canta le canzoni in macchina, il Moretti che balla “sul ritmo di valzer viennesi”...questi tanti Moretti, non riescono a tenere unita una storia tutta sfilacciata, che vuole essere una sintesi (forse) di una bella carriera del regista e anche di un suo pensiero politico che è sempre andato di pari passo con essa.
Gli spunti che sulla carta potevano essere interessanti, come l’intrecciarsi tra finzione scenica e realtà, perdono la loro potenzialità per via di una sceneggiatura veramente deboluccia.
Moretti recita Moretti, circondandosi dei suoi amici fidati (Silvio Orlando e Margherita Buy in primis, ma molti altri appaiono anche solo come cameo a mò di gettone di presenza), sperando così di ricreare in scena un’ atmosfera empatica con lo spettatore, ma tutto appare molto distante e costruito, tanto che il finale non ha suscitato in me quell’emozione di partecipazione ed euforia che sicuramente voleva avere. Ovviamente ci sono alcune battute e situazioni che strappano qualche sorriso, ma ciò non basta a rendere il film degno della sufficienza piena. Molte situazioni sembrano abbozzate e poi lasciate morire, ad altre gli si dà uno spazio eccessivo per far fare la passerella ad alcuni personaggi di rilievo (mi vengono in mente Corrado Augias e Renzo Piano), ma niente a che vedere con l’effetto di Jennifer Beals in Caro Diario (tanto per intendersi). Tutto sembra citato a mò di “lista di quello che ho fatto, e che tanto vi è piaciuto”, ma tutto appare fuori luogo e fuori contesto.
Il finale poi è alquanto imbarazzante, una sorta di carrellata di personaggi e amici che accompagnano un Moretti stanco e invecchiato che ci saluta.
Ciaone anche te, caro zietto, mi sei sempre stato simpatico, e ti verrò a trovare ma, se devo ricordare quello che hai fatto, preferisco farlo riguardando i tuoi lavori passati.
Il sol dell'avvenire (2023): Nanni Moretti
Note personali.
Questo senso di forte imbarazzo nel vedere il film di Nanni Moretti, l’ho avuto quando ho visto gli ultimi film di Woody Allen.
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Analisi molto interessante che in parte mi trova d'accordo (sono passati trent'anni da Caro Diario ma stiamo ancora a parlare di violenza etica ed estetica, ancora Henry pioggia di sangue...). Tra l'altro nella lunga lista di camei finali, non mi spiego l'assenza di Laura Morante.
Comunque, se ti interessa, ho scritto un post su questo film che, da morettiano, mi ha lasciato realmente interdetto, tanto in positivo quanto in negativo
Io non sono una "morettiana" ma il cinema di Moretti mi piace, e anche nei suoi film meno riusciti ho trovato spunti importanti, originali e personali sui quali riflettere o emozionarmi. In questo suo ultimo no. Se doveva essere un suo album di ricordi lo trovo banale e confezionato male. Sembra piuttosto una sorta di caricatura del suo lavoro, se non addirittura del suo pensiero. Invecchiare bene è una cosa complessa anche per i vini pregiati. Grazie per il tuo passaggio sulla mia recensione, sono incuriosita di leggerla. Ti saluto.
Vero verissimo! @Alvy : sono le stesse cose che ho notato io mentre vedevo “quella cosa”! (“La cosa” sarebbe stato un TITOLO PERFETTO per questo film) Inspiegabile che la Morante sia assente dalla hall of fame finale (..mah?!) ; poi purtroppo si ride a malapena perché anni di social reality, pandemie e guerre hanno fatto un danno irreparabile e ci siamo anestetizzati , la cattiveria e l’autoironia sono alla base di ognuna delle nostre vite se vogliamo andate avanti ed essere “resilienti”. Adesso semmai ridiamo DI LUI e non CON LUI eccetto rare occasioni. Forse sarebbe meglio che Moretti scrivesse libri perché o cambia linguaggio visivo oppure è veramente un dinosauro. W i coreani!!!
Parlasse, Moretti, della violenza più subdola, quella politica (avvallata anche dai rappresentanti delle Bandiere Rosse, che sventolano nell'ultima foto). Quella violenza psicologica che poco tempo fa ha "costretto" - con i divieti -milioni di italiani (tra i quali pure minorenni) a farsi bucare anche 5 (!) volte, firmando una liberatoria sulle conseguenze avverse dei sieri, per ottenere il "Green Pass".
In Caro Diario, ricordiamolo, diceva:
"Mi hanno detto anche che devo ordinare un vaccino (...) Per scrupolo però, voglio chiedere un parere al mio amico immunologo (...) Mi dice che quel tipo di vaccini sono inutili e che c'è anche il rischio di uno shock anafilattico (...) Una cosa ho imparato: che i medici sanno parlare ma non sanno ascoltare. E ora sono circondato da medicine inutili."
Clip da Caro Diario, capitolo 3:
https://youtu.be/JDSJpcqFMcM
Ci sarebbe mancata solo la filipicca no vax...per buttare al cesso i soldi del biglietto.
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. No, ti sbagli. Non sono affatto un no-vax (e mi stanno sulle palle le etichette sparate così, alla cazzo sulla gente) e nemmeno ho le tue belle certezze sulla bontà delle siringazioni fatte a tappeto per tutti, in ugual dose e senza distinzioni. Le filippiche, semmai, son quelle fatte dai nostalgici del green pass, che si sono arrampicati sugli specchi per negare l'evidenza di una pandemia gestita malissimo. Lo hai visto Caro Diario? Riguardati il passaggio citato. Mi pare che se c'è un no vax sia proprio Moretti. Quello di una volta, almeno.
Il mio intervento era dettato dal fatto che più persone hanno sottolineato che nel film assume un atteggiamento critico verso la violenza nei film. Invece di invocare la censura e denigrare film come La lupa mannara o Henry, pioggia di sangue, farebbe bene ad occuparsi di un altro tipo di violenza. Quella esercitata, che ti piaccia o meno, anche dal PD.
Un saluto.
Boh...mi sa che ti sei fatto delle domande e date delle risposte tutto da solo. Sinceramente faccio molta fatica a seguirti. Succede, me ne farò una ragione. Ma se c'è una cosa certa è che non ho certezze...
...e comunque la mia prima risposta (la filippica sui no-vax) era riferita al film non al tuo commento, forse non ero stata chiara nello scrivere...un saluto.
@Fabio.
Utilizzare termini quali "bucare", "siringare", "sieri" non aiuta a levarti dal trogolo dei no-vax.
Il tuo riferimento a Moretti, poi, è dettato da ignoranza: stai comparando (tu, non Moretti) dei vaccini contro presunte allergie alimentari a vaccini contro un'epidemia diventata pandemia (ora endemia) con una mortalità dello 0,12% e una letalità dell'1,1% (spoiler: sono numeri ALTI).
Per finire, queste sono le parole testuali di Moretti tratte dalla clip che TU stesso hai postato: "Mi dice che QUEL TIPO di vaccini sono inutili...".
Smentito da te stesso.
Ma poi (sinceramente) non credo proprio che la polemica sui vaccini possa essere il tema per valutare il film in questione. Cercare l'incoerenza o meno di Moretti riguardo alla sua opinione ai vaccini mi sembra veramente fuori tema (se è questo che voleva sottolineare l'utente di prima). Sottoscrivo in pieno il commento di Mck @fabio, sperando però che non si prolunghi la polemica sui vaccini sì-vaccini no. *Non vorrei dover mettere il green pass per poter continuare la discussione:D (*è una battuta per chi volesse prendere la frase come pretesto per continuare la "filippica").
Una delle poche recensioni ben fatte in generale, ma anche e soprattutto per lo specifico del film. Brava! Io sarei più drastico per li zietto, mi sembra un realtà un dinosauro proveniente dal Pleistocene che fa una filippica contro i tempi moderni e usa canzoni ad capocchiam per strappare commozione.
Grazie, scrivere immediatamente dopo la visione mi fa da flusso di coscienza per mitigare la delusione. Grazie ancora per la tua condivisione :)
Questo Nanni privo di autoironia è penoso ed inguardabile , purtroppo
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