Regia di Ken Loach vedi scheda film
The Old Oak (2023): locandina
Solidarietà, Forza, Resistenza.
Liberté, Égalité, Fraternité.
Passano due secoli e le parole cambiano, la storia va avanti con accelerazioni impensabili e imprevedibili, e di fratellanza oggi si parla solo in qualche Chiesa, delle altre due neppure il ricordo.
Liberté, Égalité sono diventata pura utopia, con Solidarietà, Forza, Resistenza restiamo con i piedi per terra e sullo stendardo cucito dalle donne siriane portato in processione nel paesino della contea di Durham, Inghilterra del Nord Est, dicono quello che bisogna dire.
The old oak è l’unico pub del paese, T.J. Ballantyne il proprietario, l’ultima lettera dell’insegna pende da una parte, lui cerca con un bastone di raddrizzarla, quella resiste, poi si raddrizza, tempo qualche secondo, che T.J. rientri nel locale, quella ricade a testa in giù.
E’ la prima scena del film e, potenza delle metafore, dice tutto.
Loach è una vecchia quercia anche lui, e sa che anche le vecchie querce possono venire abbattute.
…Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell'aria, un pianto… d'una capinera
che cerca il nido che non troverà.
E la quercia abbattuta di Pascoli previde.
Il paese ha perso ogni risorsa economica, da quando sono state chiuse le miniere di carbone non c’è governo che abbia pensato ad una qualsiasi riconversione, ci sono brandelli sociali che resistono solo per istinto di sopravvivenza e qualche pinta di birra fra chiacchiere di ordinario e becero qualunquismo.
Ma quando arrivano i profughi veri, quelli che “ vengono a rubare le nostre case, il nostro lavoro”, allora l’orgoglio nazionale torna a svettare e pure gli ubriaconi hanno la loro da dire.
TJ è di un’altra pasta, la vita l’ha massacrato abbastanza, ma ogni volta ha trovato la Forza.
Quella gliel’ha data la cagnetta che lo vuole come padrone e lo salva dal suicidio.
Solidarietà e Resistenza le rimetterà all’ordine del giorno con l’aiuto delle donne siriane, Jara in particolare, la ragazza con la macchina fotografica.
Il film è la summa dei temi pervicacemente, assiduamente, immancabilmente proposti da Loach con il suo cinema militante, un paletto nel cuore del sistema, di quelli con cui si ammazzavano i vampiri.
Ma i vampiri non muoiono del tutto e Loach lo sa, perciò a 88 anni ha deciso che The old oak sarà il suo ultimo film.
Nell'aria, un pianto… d'una capinera
che cerca il nido che non troverà.
Lo troveranno un nido quelle migliaia di profughi che, da Est e da Sud, “ assediano” il paese di Bengodi ? Bisogna crederlo, non sperarlo, la speranza non è una risorsa, confonde, illude.
Anche mentre lascia il set, anche ora che ha detto tutto e sente che sarebbe inutile ripeterlo come molti vorrebbero, anche in questo momento il buon Ken ci dice di non cedere, anche quando tutto sembra crollare e il nido è stato distrutto da motoseghe o bombe.
Restiamo, resistiamo.
www.paoladigiuseppe.it
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noi resistiamo e appoggiamo i suoi film cercando di non cedere (finche' e' possibile) ai filmetti che infarciscono i botteghini...grazie del commento
Grazie a te Ezio, si, resistiamo, finché vivono grandi registi come lui possiamo farlo. Ciao
Come lui e come Clint Eastwood Ezio e Paola
"la speranza è oscena" eppure Ken il rosso continua imperterrito. Presumo che la telecamera per lui abbia la stessa funzione della macchina fotografica per la protagonista del suo ultimo film. La tua recensione m'induce anche a esprimere una certa delusione per l'ultima newsletter dedicata al brutto The killer (manco passato per le sale) e nemmeno un rigo per the old oak. Al contrario grazie a Rai5 ogni martedì mi sto rivedendo le sue opere che dopo il passaggio in sala avevo perso di vista. Chissà se è vero che avrebbe dichiarato che trattasi del suo ultimo film.... Ciao
Sono riuscito a vederlo anche io (grazie a mia cugina). Ritornare al cinema dopo più due anni di forzata astinenza e incontrare questa amara parabola piena di speranza è stata per me un'emozione grandissima
Caro Valerio, grazie per avermi fatto partecipare a questa tua emozione e grazie alla tua cara cugina
Lo vedrò quanto prima anch'io.Bella recensione; grazie Paola. Sono anch'io lieta che Valerio abbia finalmente potuto tornare in sala!
Grazie a te Lilli. Lancio un’idea per la primavera, un meeting di film Tv a Firenze per rivedere Valerio. Una volta se ne facevano tanti e ci si conosceva, da anni non si fa più niente, fra covid e tanto altro. Chissà che non si possa riprendere le buone abitudini?
Purtoppo non riesco a prevedere alcunché, da qualche tempo troppi problemi stanno rubando tutto il mio tempo, e non riesco più a vedere il "mio" cinema
Non per nulla non ho ancora visto l'ultimo Ken Loach. La primavera sembra ancora molto lontana... Non escludo nulla, tuttavia. Ciao Paola.
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