Regia di Ryan Coogler vedi scheda film
Proseguono le avventure dei Supereroi; film di puro svago.
Siamo nella super continuity: venuto purtroppo a mancare l’attore che impersonava Black Panther, pure nel film l’eroe è morto, e tutti portano il lutto e lo ricordano, in una sorta di tributo cinematografico alla scomparsa di Chadwick Boseman. Poi c’è la continuity normale, tutti gli attori riprendono il loro posto e viene introdotto un altro personaggio dei fumetti, tra i più amati, cioè Namor, il Sub-Mariner, principe di Atlantide (nel film viene data un’origine del suo nome che è tra il buffo e il cretino). Non anticipo le varie avventure che ne salteranno fuori, diciamo solo che il desideratissimo vibranio è presente pure sott’acqua, dunque non solo in Wakanda, e questo sarà foriero di grandi casini. Nel film è fortissima l’onda del #Metoo, la sorellanza scorre impetuosa, tra la Regina, le figlie, le guerriere e quant’altre, con un eccesso che francamente ha un po’ stancato. Il film non è malvagio, anzi, sorprendentemente mi ha preso, è interessante, lungo senza annoiare, ha come al solito qualche stronzata (un po’ troppe verso la fine) ma insomma ci stanno e te le aspetti, anche se non fanno piacere. Tipo la “Si ei ai”, allora, capisco che è giusto, che si chiama così, ma da decenni in Italia diciamo CIA, chiamala CIA, no? Poi però magari mi dici MEGHNUM pi ai, ma Magnum è latino, o no? E Nike, non è greco? Si dice niche. Insomma, non è mai finita, tipo praivisi, e in GB dicono privasi (in USA non sanno bene neanche loro). Tornando a noi, darò un sette, o 6/7, più o meno come il grande pubblico, mentre la critica è stata un pochino meno generosa. Successone al botteghino (primo posto anche in Italia), ma il primo andò molto meglio. Angela Bassett (molto brava, decisamente superiore al resto del cast) concorre per l’Oscar migliore attrice non protagonista, ci sono altre 4 nomination.
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