Regia di Giulio Manfredonia vedi scheda film
Un comico fallito che fa l'impiegato; un miliardario solo e nevrotico; un dj professionalmente frustrato e nei debiti: ciascuno di loro si cimenta nella vita di un altro del trio, realizzando che la felicità è molto più facile da raggiungere di quanto pensassero.
Se fossi in te è il primo lungometraggio diretto da Giulio Manfredonia, futuro regista esperto di pellicole leggere, ma con dei contenuti; forse l'esordio rappresenta il suo titolo maggiormente spensierato, ma la morale di fondo del lavoro, per quanto risaputa, è comunque un punto in più nel complesso del valore di un'opera dalla contestualizzazione debole e dalle tematiche piuttosto generiche. Alti e bassi, insomma, spunti intelligenti mescolati con sketch decisamente prevedibili, per questo film che vede in prima linea un tris di attori già noti al pubblico e dal futuro più che roseo: Fabio De Luigi, Emilio Solfrizzi e Gioele Dix. In parti minori troviamo poi, fra gli altri, Paola Cortellesi, Lunetta Savino e Bob Messini. Il copione, che reca le firme di Manfredonia, di Valentina Capecci, di Marco Ponti e di Anna Maria Morelli, è un intreccio di tre storie dai contorni fra loro sfumati e dalle caratterizzazioni blande, quasi fumettistiche; qualche risatina strappata qua e là fa da cornice a una trama evidentemente finalizzata a un lieto fine magari non del tutto credibile, ma rassicurante. Molto meglio farà il regista tre anni più tardi con la sua opera seconda: È già ieri, con protagonista Antonio Albanese. 3/10.
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