Regia di Claudio Bigagli vedi scheda film
Titolo, atmosfere e linguaggio da cinema erotico all’italiana degli anni ’70. Riveduto e corretto dalla consuetudine di ospitare scambisti nei salotti televisivi e di inchieste, con dichiarate velleità ironiche o di disincantato e malizioso sociologismo, nei club e nelle ville della trasgressione e nelle fantasie, poco segrete, ingabbiate da test e referendum. Mancano, naturalmente, Renzo Montagnani e le regine della doccia obbligatoria, ma stato civile e fascia di reddito non sono cambiati. In questa partita a quattro (le due coppie Benvenuti-Ricci e Tognazzi-Giuppy Izzo, Simona è impegnata come sceneggiatrice) più amante (Ramazzotti) di Tognazzi (il suo personaggio si chiama Ugo) chiacchierano di nuove frontiere del piacere, vagano nelle strade del centro di Roma o nella notte tra tequila, preoccupazioni per la prostata, emorroidi, scroti in caduta libera, manette, tenute sadomaso, travestiti, incidenti d’auto, qualche cedimento sentimentale, gelosie, telefonini e vibratori. La farsa del libero scambio, nonostante attori dotati (professionalmente) e l’accelerazione dei dialoghi, non funziona, non si affranca dalla trivialità e si rifugia nel moralismo finale. Sono solo barzellette.
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