Regia di François Truffaut vedi scheda film
Se Baudelaire esorcizzava l'"ennoi" con i paradisi artificiali ma soprattutto con la sperticata tendenza a scrivere dei paradisi artificiali, Truffaut invece lo fa masticando i rapporti umani, facendo come studi alla wittgenstein sulle mille sfaccettature del rapporto umano, sulla complessità dell'amicizia e sulla sua problematizzazione attraverso il linguaggio.
Ma quello che più fa innamorare è lo spirito infervorato, il ritmo serrato, gli inseguimenti, le cose da fare e le cose che si fanno, mentre la voce fuori campo legge le vite come un menu, e la storia proclama una crociata contro le aspettative, rivelando il vero spirito della commedia, e cioè la sua totale capacità di penetrazione nella umana vicenda.
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