Regia di Werner Herzog vedi scheda film
Hank Skinner è stato condannato a morte per l’omicidio della moglie e dei loro due figlioletti ritardati. Da 17 anni è rinchiuso nel braccio della morte e già una volta, nel 2010, la sua esecuzione è stata sospesa a soli venti minuti dalla sua messa in pratica. Il suo processo è stato infatti riaperto e lo è ancora nel 2012, quando incontra Werner Herzog.
L’incontro con l’argomento della pena di morte per il documentario Into the abyss (2011) è stato talmente potente per Werner Herzog da far scaturire in lui la volontà di girare altri lavori sullo stesso tema. È così che è nata la serie televisiva On death row (pubblicata anche, semplicemente, come Death row), composta da quattro episodi da cinquanta minuti ciascuno nei quali il regista tedesco colloquia con altrettanti condannati a morte. L’approfondimento di questioni fondamentali (la giustizia, il tempo, il senso della morte) parte sempre in Herzog da una prospettiva totalmente, incondizionatamente umana: Hank Skinner in questo lavoro è una persona, al pari del regista o degli spettatori, e nulla fa Herzog per estorcergli confessioni o sensi di colpa. Tutto ciò che gli interessa è, piuttosto, lo sguardo di un uomo fisso negli occhi della morte e, in quanto a esperienze simili, Skinner è tra i più titolati al mondo per parlare. Condannato a morte da 17 anni, già una volta la sua pena è stata sospesa a venti minuti (!) dall’esecuzione e tuttora – nel 2012 – spera che il suo caso, riaperto per una serie di dettagli concernenti esami del dna mai affrontati in precedenza, possa risolversi in positivo per lui. Secondo episodio della serie, o meglio della prima stagione poiché l’anno successivo ne seguirà un’altra, anch’essa composta da quattro episodi. 6/10.
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