Regia di Stanley Kubrick vedi scheda film
Eccezionale. Pensiamo anche solo a come ha segnato l'immaginario del genere per i decenni a venire. Probabilmente solo Guerre Stellari e Blade Runner sono riusciti a dirci qualcosa di nuovo in tal senso. Come pura forma d'arte, ha spinto il cinema lì dove solo Lynch ha saputo addentrarsi ancor più in modo estremo. L'inconscio. Tecnicamente rivoluzionario: in grado di rappresentare con fedeltà e in modo straordinariamente efficace l'assenza di gravità, inventando letteralmente modi di filmare e addirittura sconvolgendo lo sguardo sul set, divenuto esso stesso macchina in movimento. Filosofico e di difficile lettura, un'opera magistrale e assolutamente affascinante, grazie al felice raccordo tra quattro capitoli diversissimi tra loro, legati dal celeberrimo Monolite Nero, intelligenza e scintilla primordiale di slancio verso il futuro sia sotto il profilo del tempo che dello spazio. I primati, scimmie nostre progenitrici, come spaccato sulla società e l'uso della ragione; l'etica e la scoperta tecnico-scientifica. Le missioni oltre il nostro mondo, così strumentalizzate e marchiate dagli interessi delle nazioni e così insignificatamente piccole nei confronti dei misteri del cosmo. L'uomo e le macchine, la coscienza e quella famosa AI (Artificial Intelligence) rappresentata dal geniale HAL (IBM "slittato" di una lettera per evitar grane legali), personaggio chiave, delineato benissimo da una sceneggiatura impeccabile, miglior protagonista di dozzine e dozzine di altri film. E quelle sequenze finali esistenziali, dal feto all'aldilà, del tutto inspiegabili e ipnotizzanti, capaci di suggellare al meglio un capolavoro che ci proietta ad ogni visione nella vera essenza del cinema: rapirti, sedurti, farti sognare, costringerti a pensare. Quarantacinque anni e non sentirli: uno dei migliori film di sempre.
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