Regia di Sam Mendes vedi scheda film
Brillante e pluripremiato esordio alla regia di Sam Mendes, proveniente dal teatro, che negli anni successivi darà altri film di rilievo fra cui il sottovalutato Revolutionary road. Il merito è, prima di tutto, in un'ottima sceneggiatura di Alan Ball, scritta direttamente per lo schermo, che affronta delle tematiche apparentemente "deja vu" (la crisi della coppia borghese alle prese con una vita alienante, l'illusione di rifarsi una vita scappando dalla propria quotidianità, il contrastato rapporto genitori/figli, l'intolleranza per la diversità ecc.) rivitalizzandole con una scrittura affilata e una sapiente gestione dell'intreccio (originale la suspense sul "potenziale assassino" del protagonista nell'ultima parte). Notevole il contributo degli interpreti, da un'eccezionale Spacey vincitore di un meritatissimo Oscar ad una Bening perfida e sensuale, ma azzeccatissima per il ruolo, ai giovani ma già molto bravi Thora Birch, Wes Bentley e Mena Suvari, al grande caratterista Chris Cooper nel ruolo dello psicopatico vicino di casa. La famosa scena della busta di plastica sollevata dal vento nel filmino girato dal personaggio di Bentley l'ho trovata un pochino risaputa, insieme a certe altre situazioni, ma nel complesso si tratta di un dramma originale e ricco di prospettive interessanti (trovo assurda l'accusa di Mereghetti di contenere "colpi bassi e scivoloni nel kitsch, fra cui la celebre immagine di Mena Suvari ricoperta di petali di rosa").
voto 8/10
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