Regia di Sydney Pollack vedi scheda film
Un western maturo dove si incontrano l'estetica ecologica della montagna e un etica che riesce ad evitare i facili manicheismi del genere, indiani=buoni e bianchi=cattivi o bianchi=buoni e indiani=cattivi. Un film moderno ma che riesce a costruire una sua epicità lentamente, senza retorica. Un film ciclico che all'alternarsi delle stagioni aggiunge uno svolgimento quasi fiabesco, fate caso al fatto che il primo che incontra in montagna è anche l'ultimo, così come il secondo è anche il penultimo e cosi via. Il tema forte del film è dimostrare come anche gli indiani diventano cattivi nel momento in cui vengono calpestati i loro valori, innescando la vendetta dei bianchi.
La leggenda del protagonista passa attraverso un percorso umanissimo di sofferenza fame e solitudine rotta da incontri che si ripetono in maniera ciclica. Un film che rifiuta il mito dell'eroe solitario, ma che riesce lo stesso a costruire una figura leggendaria. Un film che rifiuta un finale tragico con la morte dell'eroe o la morte del capo dei nemici, ma di nuovo spiazza perchè decide che quest'ultimo riconosca il valore di Jeremiah Jonson e lo ritenga degno di diventare una leggenda vivente.
azzeccata
le scene di violenza appaiono un pò confuse.
ci crede e si vede.
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