Regia di Tim Roth vedi scheda film
Roth dipinge, con toni spenti ed algidi, un ritratto di vite violate. D'un'umanità che lascia scegliersi addosso. Passiva, sorda, silente e rassegnata. Madre e figlia sono due Madonne medievali stuprate ed anemiche. Dissanguate della propria consapevolezza. Anzichè vivere esse lasciano che l'esistenza le osservi, le usi, giochi con loro per poi stancarsi. Per poi far finta di non conoscerle, guardandole negli occhi. Il tono dell'opera è cupo, a tratti disperante. Volutamente e compiutamente. Gli esiti sono comunque notevolissimi. La giovanissima Lara Belmont, d'una sensualità mortificata e 'colpevole', ruba la scena, per intensità ed immedesimazione, alla pur brava Swinton. Gli interpreti maschili, per contro, si muovono sulla scena della tragedia come automi. Schiavi del dover-essere e dunque mai più che semplici antagonisti. Di sè stessi in primo luogo.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta