Regia di Clint Eastwood vedi scheda film
Eastwood in questo buon lavoro di fine anni '90 sa mantenere un sostanziale equilibrio tra momenti puramente drammatici (come nel bel finale) ed altri più leggeri, seguendo un reporter che si improvvisa investigatore, a discapito di una vita privata piuttosto complicata
Nella fase intermedia tra il Clint misogino e disincantato dell'Ispettore Callaghan e quello che nel nuovo millennio porterà alle opere più mature come "Milion Dollar Baby" o "Gran Torino", si muove anche il protagonista di questa buona pellicola dove interpreta un reporter dalla vita privata complicata e da una certa propensione ad alzare il gomito. Tuttavia ciò non gli impedirà di salvare un condannato a morte grazie ad un certosino lavoro di indagine degno di una cane da tartufi. Il film si dimostra in buon equilibrio tra momenti più "leggeri" (tra cui l'esilarante, ma cinica gita allo zoo con la figlioletta) ed altri moderatamente drammatici (tra cui un finale al cardiopalma). Ed è in questo equilibrio che sta il miglior pregio di un film dalla trama comunque esile, che però in mano ad un fuoriclasse come Eastwood diventa appassionante dall'inizio alla fine, regalando allo spettatore un largo spettro di emozioni e la convinzione ulteriore di trovarsi davanti ad uno dei più validi registi americani.
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