Regia di Vadym Ilkov vedi scheda film
Deliranti e sarcastici testi su basi ritmiche elettroniche e techno, una voce che sembra provenire da una straziante litania sacra ortodossa, pennelli e tele sparsi sui pavimenti di case spoglie e in totale disordine, eccentrici vestiti buttati ovunque, direzioni creative di vita bohémienne ovvero nessuna parvenza di regole sociali in un ambiente che, paradossalmente, si dimostra perfetto per il rapporto che nasce tra una bambina e lo zio, improbabile e allo stesso tempo congeniale padre putativo per la propria nipote.
La disgregazione dei normali legami familiari e la loro rielaborazione in una relazione interpersonale così particolare e bizzarra delinea in maniera aperta uno speciale spazio di condivisione umana, dove la bambina si ritrova a poter dare libero sfogo alla sua fantasia e a muoversi in una interzona familiare protetta, ludica e divertente. Lo zio/padre mantiene quel giusto distacco per assorbire senza nessuna eccessiva reazione i capricci e i piccoli drammi che ogni tanto scuotono il comportamento di Katya, risolvendoli abilmente con languida autorevolezza. Avvolti da musiche stranianti e amici fuori dagli schemi, inseriti in ambienti poveri e anonimi (anche se la presenza di un MacBook si nota un pò più del dovuto) i due diventano il fulcro di una indefinibile quanto stramba storia, venata di lunare ironia, in cui il protagonista maschile, il cantante e artista Anatoly 'Tolik' Belov, con il suo aplomb e la sua contenuta omosessualità, si muove perfettamente a suo agio, stravagante figura centripeta di un cinema povero nelle risorse economiche ma di originale quanto plausibile indipendente (in)coerenza filmica.
- visto nella sezione Focus Ucraina del RIFF 2019
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