Regia di Ingmar Bergman vedi scheda film
Se esiste una sacralità dell’arte, intesa come essenziale irripetibilità e irriproducibilità tecnica, se esiste una grazia, intesa come intima cospirazione tra magniloquenza formale e complessità concettuale, allora queste sono in Sussurri e Grida. Antichissimo, atavico e allo stesso tempo dirompente e moderno, il compimento espressivo di Ingmar Bergman è cadenzato, denso, la piena maturazione dell’allegoria nel turgido astrattismo. Inarrivabili, le quattro interpreti, sono definite con tratteggi basilari e pregnanti, catturate nell’inesauribile forza emotiva del primo piano. Immenso.
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Splendido commento!
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