Regia di Noah Baumbach vedi scheda film
C’è molto Woody Allen, specie nei dialoghi, ma questo non sminuisce il bel lavoro di Noah.
C’è molto Woody Allen, specie nei dialoghi, ma questo non sminuisce il bel lavoro di Noah, anzi lo arricchisce degli elementi tipici della commedia drammatica americana divorzista. E quindi sparando (metaforicamente!) sul mucchio vengono in mente Mariti e mogli (giusto per rimanere in ambito Alleniano), La guerra dei Roses (tutto l’amore che si trasforma in odio), Kramer contro Kramer (quando c’è di mezzo il figlio)…ma tutti i buon cinefili ne troveranno a iosa. Ma qui la differenza è la visione al femminile che ne fa il regista Baumbach, affidando alla Johansson (spesso struccata e senza troppo sex appeal) il tormento per una decisione presa e l’affermazione, finalmente, di pensare alla sua vita senza l’ annichilimento dovuto all’ innamoramento. Unica nota stonata, per un film che per altro è ben confezionato, l’ insert canoro del protagonista che vuole dimostrare davanti alla sua compagnia teatrale tutta la sua fragilità per l’esperienza vissuta. Un’ultima considerazione del tutto soggettiva: dal punto di vista attoriale la presenza di Adam Driver supera tutti di una spanna!
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L'inserto canoro in sé non era male a mio avviso. Quel che mi ha dato i nervi è che non c'erano i sottotitoli nella proiezione veneziana. Mancanza sconcertante poiché immagino il testo della canzone fosse calzante con la situazione vissuta dal protagonista. insomma non stava cantando Barbie girl!
Bel film e su questo condivido l'opinione. Roberto
È un'idiozia conclamata e reiterata (un po' come avviene per i commenti audio nelle edizioni dvd, una delle poche ragioni rimaste per acquistare le edizioni fisiche di film e serie: c'è in giro gente che te li sottotitolerebbe anche gratis - per dire, eh, certo che non sarebbe giusto -, ma l'a cazzo di cane impera).
Noncuranza, pressapochismo e stupidità. So' canzonette.
(Netflix ha sottotitolato la performance di Driver - “Being Alive” di Stephen Sondheim -, ma NON il terzetto Johansson/Wever/Hagerthy - “You Could Drive A Person Crazy”... dello stesso autore, anzi, dello stesso musical!, “Company”. Vai a capire – si fa per dire).
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