Regia di Tate Taylor vedi scheda film
un thriller psicologico forse non originale, forse prevedibile, ma che suscita il suo bravo interesse... tematica molto analoga a quel capolavoro di "un giorno di ordinaria follia", pur non a quei livelli, ripresenta, aggiornata al 2020, la tematica della persona messa da parte dalla società: in altre parole, lo "sfigato", colui che ad un certo punto raggiunge la soglia di sopportazione della frustrazione, il cosiddetto "punto di non ritorno", ed esplode la sua violenza, oramai unico sollievo alla sofferenza interiore, fino a perdere completamente la razionalità e i freni inibitori difronte alla scoperta di un istinto criminale, in colei che non ha più nulla da perdere... ovviamente, questo rende la protagonista (devo dire molto immersa nella parte!) definitivamente odiata, fino all' inevitabile sua eliminazione, in cui la società stessa, colpevole del suo stato, è autorizzata ad eliminare l'individuo "scomodo", lasciando aperto il dibattito su chi sia più colpevole: la società... oppure Ma ?
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