Regia di Michael Mann vedi scheda film
“Thief”, questo il titolo originale della pellicola, è un noir notturno solcato da luci al neon, un film costruito con cognizione di causa da un regista, Michael Mann, fin da subito capace di rappresentare al meglio le storie che si presta a raccontare e che trova un’encomiabile spalla attiva nel protagonista, un James Caan a tratti sopraffino e sempre braccio speculare alla mente che lo muove.
Frank (James Caan) ha le idee chiare in testa, un mosaico, come la fotografia che si porta sempre appresso, che vuole a tutti i costi completare.
Di giorno vende automobili, di notte è un ladro altamente professionale, pochi colpi, ma studiati nei minimi particolari, pochi rischi e buoni bottini.
Poi un giorno si trova praticamente obbligato a scendere a patti con il boss della malavita Leo (Robert Prosky), per il quale farà un grosso colpo, quello della vita, che nei suoi desiderata dovrebbe essere l’ultimo per poter poi trascorrere in pace il resto della sua esistenza con la bella Jessie (Tuesday Weld).
Purtroppo i progetti di Leo per lui sono altri e le sue scelte non potranno andare che in una direzione.
Film costruito con pazienza e notevole intelligenza, soprattutto i furti sono rappresentati con estrema cura e razionalità, senza spettacolarizzazioni incongruenti, ma grande attenzione per tutte le dinamiche che li caratterizzano.
In mezzo c’è spazio per i sogni (una famiglia), ma anche per i problemi con una polizia che vuole la sua fetta di torta, e soprattutto per un personaggio principale davvero ben descritto che sa cosa vuole e che pretende di essere rispettato (vedasi anche la secondaria, ma comunque efficace, scena per l’adozione).
In fondo, quando tutto sembra ormai tranquillo, arrivano invece i fuochi d’artificio, violenza, esplosioni, regolamenti di conti feroci, una separazione dagli effetti inevitabile, trenta minuti davvero densi che si compenetrano con il resto della narrazione pur essendo parecchio differente.
E su tutto domina la notte, con le sue luci, le sue strade e qui Mann denota già un talento rappresentativo davvero superiore (vedasi per esempio le luci riflesse sull’auto o i pedinamenti dei mezzi).
Ottime infine le musiche dei Tangerine Dream che sanno ergersi a protagoniste, ma anche scomparire quando è meglio così (in questo l’ultima parte è significativa), segno di un’ottima gestione del comparto audio.
Dunque “Thief” è un buonissimo film, nel quale niente avviene per caso, dove un antieroe classico non ha problemi a prendere le scelte (anche le più dolorose), con una storia filante e un ritmo in grado di plasmarsi a seconda delle necessità.
Ben fatto Michael.
VOTO : 8/10.
Polso fermo, gestisce i tempi ed i diversi frangenti senza perdere mai il pieno controllo della situazione.
Intelligente e scrupoloso.
Ottima interpretazione, riesce a dare molto al suo personaggio sotto tutti i punti di vista.
Intrepido e deciso.
Nei panni della (bella) donna di Frank, brava a non farsi mettere i piedi in testa.
Ardimentosa, ma con cuore.
Ruolo di contorno nel quale non sfigura.
Compare poche volte in scena, ma lo fa con mestiere.
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