Trama
Novembre 1999. Il sessantasettenne Trond vive nella ritrovata solitudine e non vede l'ora di trascorrere da solo la notte del Capodanno del 2000. Con l'arrivo dell'inverno, Trond realizza di avere un vicino, un tizio che aveva conosciuto già nel 1948 durante l'estate in cui diventava quindicenne e veniva preparato dal padre a portare il peso del suo imminente tradimento e della sua scomparsa. Quella fu anche l'estate in cui, crescendo, sentì l'odore di una donna che desiderava ardentemente, la stessa donna con cui suo padre si apprestava a trascorrere il resto della sua vita.
Approfondimento
OUT STEALING HORSES: DA UN ROMANZO DI PER PETTERSON
Diretto e sceneggiato da Hans Petter Moland, Out Stealing Horses ha inizio nel novembre del 1999 quando Trond, un uomo di sessantasette anni, vive in una sorta di isolamento che si è imposto da solo e non vede l'ora di dare il benvenuto al nuovo millennio. Con l'arrivo dell'inverno, incontra Lars, uno dei suoi vicini, e si rende conto di averlo già conosciuto nell'estate del 1948, l'estate in cui ha compiuto 15 anni e in cui è diventato uomo. Inizia così a ricordare eventi lontani nel tempo ma per lui fondamentali: quella è stata l'estate in cui il padre lo ha preparato alla sua imminente scomparsa e tradimento ma anche quella in cui ha sentito l'odore della donna che desidera ardentemente, la stessa donna con cui il genitore si preparava a vivere il resto della sua esistenza.
Con la direzione della fotografia di Thomas Hardmeier e Rasmus Videbæk, le scenografie di Jørgen Stangebye Larsen, i costumi di Anne Pedersen e le musiche di Kaspar Kaae, Out Stealing Horses si basa sull'omonimo romanzo di Per Petterson, edito in Italia da Guanda. A spiegare le ragioni dell'adattamento è lo stesso regista, in occasione della partecipazione del film al Festival di Berlino 2019: "La prima volta in cui mi è stato chiesto di lavorare al romanzo è stata nel 2004 ma non ho voluto farlo per una semplice ragione: mi sembrava troppo doloroso per ragioni anche personali. Sono andato via di casa a sedici anni e mi sono trasferito negli Stati Uniti per stare il più lontano possibile da dove provenivo. Mi è stato chiesto di occuparmi della fattoria di famiglia ma ho desistito. Andare via dalla Norvegia per me è stato un modo per mettere una certa distanza tra me e mio padre. La nostra fattoria era bellissima ma si trovava in un luogo isolato. Per raggiungere la strada principale, occorreva percorrere 3 km su una strada sterrata privata. Quella da cui sono scappato non era una vita fatta di difficoltà ma era una vita segnata dalla desolazione. Out Stealing Horses mi riportava al mio passato, agli stessi luoghi, ai tumulti interiori di un adolescente e a una relazione con un padre piena di paradossi".
"L'età, però, è qualcosa di divertente", ha aggiunto Moland. "Ho smesso di scappare da chi ero e da chi sono. Era qualcosa di inutile. Ecco perché quando mi hanno riproposto l'adattamento ho visto tutto con occhi differenti. Rileggendolo, ho rivisto grazie alla prosa poetica e alle ricche descrizioni un mondo che mi apparteneva e che conoscevo bene. Nella mia carriera di regista, ho sempre raccontato storie piuttosto serie, anche quando presentavano tocchi di leggerezza o di umorismo. Negli ultimi dieci anni della mia vita ho cercato di far ridere la gente anche quando era evidente la tragedia e ho avuto modo di descrivere il dolore senza farlo diventare doloroso".
"Out Stealing Horses non è una commedia ma la storia ha una certa tenerezza nel raccontare di quanto indulgente sia la natura umana. Non c'è melodramma ma solo vite segnate da drammi e da tragici errori che alterano i percorsi. I personaggi si muovono in un mondo sconvolto dagli echi di ciò che accade altrove. I loro dilemmi e conflitti dipendono solo da loro stessi. Sono circondati e inghiottiti dalla natura circostante, travolgente e un po' spaventosa per il suo essere vasta, infinita e talvolta opprimente. La struttura del romanzo è di per sé molto cinematografica e non c'è stato bisogno di aggiungere molto. Ciò che non viene detto o che viene insinuato dona mistero alla storia, una storia fatta di frammenti intrecciati. Da questi scopriamo a cosa hanno portato le scelte che Trond ha fatto ma soprattutto realizziamo come le decisioni di suo padre, prese quando Trond aveva solo 15 anni, abbiano avuto conseguenze sul resto della sua vita", ha concluso il regista.
Il cast
A dirigere Out Stealing Horses è Hans Petter Moland, regista, sceneggiatore e attore norvegese. Nato a Oslo nel 1955, Moland ha studiato Cinema all'Emerson College di Boston e ha vissuto per undici anni negli Stati Uniti prima di rientrare in Norvegia e dedicarsi alla regia. Nel 1993 ha esordito con il film di… Vedi tutto
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- Orso d'argento per il miglior contributo artistico al Festival di Berlino 2019
Commenti (1) vedi tutti
La buona regia di Hans Petter Moland valorizza appieno gli stupendi scenari nordici che fanno da contesto alla vicenda. Una vicenda che però sinceramente non risulta così appassionante.
commento di bombo1