Regia di John Carpenter vedi scheda film
Un prete interpella un professore dell’università di Los Angeles per esaminare uno strano congegno ritrovato nei sotterranei di una chiesa. Il professor Birack raduna i suoi migliori studenti e si mette all’opera.
Tra horror e thriller, con un certo sbilanciamento verso il primo, Il signore del male è il film mezzano della cosiddetta Trilogia dell’Apocalisse firmato da John Carpenter, prima de Il seme della follia e dopo La cosa. Proprio con quest’ultimo ha numerosi punti in comune, come l’elemento del contagio e della relativa epidemiologia o l’efferata serie di cadaveri disseminati durante la visione, oppure la presenza di corpi mostruosi e multiformi.
Un po’ debole sul piano della scrittura e squilibrato nell’andamento, alla fine il film però non delude, anzi, si mette in pari con le altre due pellicole della trilogia. Le origini del plot sono cervellotici e non chiari, e questo inficia in parte una prima sezione del film in cui il dipanarsi delle vicende è stanco e molto forzato, oltre che tremendamente lento. Poi pian piano, le atmosfere claustrofobiche e le ambientazioni cupe che strizzano un occhio al classico di Romero La notte dei morti viventi (qui però gli zombie fuori dalla chiesa non fanno mai veramente paura, cosa che non si può dire di quelli interni all’edificio), nonché un ritmo che si fa incalzante, accompagnato dalle musiche dello stesso regista, portano ad un finale coinvolgente e di grande impatto, che rende fede al mito di Carpenter. Da segnalare l’ottimo doppiaggio italiano, gli effetti di trucco sui corpi deformati dall’entità ed i suggestivi duetti tra i feticci carpenteriani Donald Pleasence e Victor Wong.
Se alla fine occorresse descrivere il film con un solo aggettivo non si ricorrerebbe né a “lento”, né a “squilibrato”, bensì a “terrificante”.
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