Regia di William Cameron Menzies vedi scheda film
Esempio pratico di come un'ottima idea possa venire ridicolizzata da una realizzazione che non si avvale di mezzi economici adeguati alla grandiosità (e alla potenzialità) dell'opera.
Il 3D è efficacemente reso grazie all'uso di una limpida profondità di campo (ai limiti dell'inverosimile) e di una messinscena spesso essenziale che ricorda, nella sua geometrica e monumentale semplicità formale (vedi il distretto di polizia), "Metropolis" di Fritz Lang.
Riuscita denuncia delle forze sociali tendenti all'omologazione, quelle forze che conducono ad una sorta di perverso cinismo che sfocia nell'indifferenza dell'individuo verso l'altro (l'atteggiamento riscontrabile nei comportamenti di quanti sono già stati "assoggettati" dai marziani). un altro film simile a questo, dal punto di vista dell'indifferenza portata dall' "estraneo", è "L'invasione degli ultracorpi", apocalittica rappresentazione di una società che continua a vivere solo grazie a forze indipendenti dalla sua volontà.
Questo film, a tutt'oggi, mantiene intatto un fascino immortale.
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