Regia di Björn Runge vedi scheda film
Dramma coniugale abbozzato e prevedibile, ma sorretto dalla classe enorme dei due interpreti.Glenn Close superlativa....
Una moglie come "specchio" :personale e delle proprie vittorie, nelle inadeguatezze , ma sopratutto come "ombra" del proprio narcisismo.
"The Wife" funziona così,come una sorta di gioco di specchi , un riflesso coniugale amaro e dolente , dove la figura femminile è archetipale in tal senso.
Mamma, complice, amica e sopratutto "ombra" del marito Joseph Castleman, Joan è il ritratto sofferto di una donna repressa nelle ambizioni, sacrificate per asservire il successo come scrittore del marito.Dietro la facciata perbenista della coppia si celano segreti e inganni destinati però ad esplodere, il premio Nobel per la letteratura vinto da Joseph si rivelerà la catarsi definitiva di Joan come donna libera e indipendente.
Björn Rung sceglie la propria Scandinavia per ambientare un menage famigliare, irrisolto nello script e un po prevedibile nello scorrimento.Il cuore della vicenda è l'Accademia del Nobel dove emerge un alternanza di emozioni.
Tra narcisismo maschile e frustrazioni femminili "The Wife" è la summa o il sintetismo delle relazioni matrimoniali irrisolte.In un alternanza di flashback di un lontano passato vediamo l'evolversi del rapporto tra due figure interdipendenti con la donna "salvifica" per l'uomo.Il rapporto tra i due "funziona" perché vi è un angelo del focolare che sacrificando il suo talento letterario ha colmato le lacune ed insicurezze di un uomo sessualmente vorace e fedifrago.Joan trasfigura il proprio dolore e le sue rinunce apportandole nei romanzi del marito, reggendone cosi' le sorti e riempiendo il cosidetto "foglio bianco".Ma arriva un momento in cui gli equilibri si spezzano, convergendo sul significato dell'essere donna.
Glenn Close da vita ad una performance straordinaria, fatta di espressioni e sottrazioni, dotata di una sensibilità primordiale.Contrapposta a lei vi è il bravissimo Jonathan Price, egocentrico e "Casanova" scrittore che vive per i riflettori."The Wife" vive della luce attoriale di un eccellente attrice, che abbandona i panni da "villain" indossando quelli di moglie sacrificata.I due protagonisti reggono l'urto di una trama stanca,fondata su tematiche già viste e qui rivisitate per valorizzare la figura della donna in tempi di mee-too.Il resto della pellicola è nelle figure abbozzate di un figlio con velleità letterarie tormentato dal rapporto col padre,( in attesa di un plauso che mai arriverà), vi è poi la figura di Christian Slater, zelante giornalista che poteva davvero funzionare come "deus ex machina", ma purtroppo il suo personaggio è delimitato ad un paio di passaggi poco approfonditi.
Peccato perché il potenziale per un ottima storia c'era tutto, ma nonostante ciò godiamo di "The Wife" per la prova regalata da Glenn Close, che anche solo con uno sguardo e una minima espressione, riesce a comunicare più di mille parole....
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