Regia di Sung-hyun Byun vedi scheda film
CANNES 70 - SEANCE DE MINUIT - CINEMA OLTRECONFINE
Jae-Ho è un detenuto in un carcere di massima sicurezza. L'uomo, carismatico e scientemente sottotono, governa, nonostante l'atteggiamento low profile, le redini della vita dentro la prigione e stabilisce le regole e codici comportamentali per gli altri detenuti. Il carcerato è inoltre il braccio destro di un potente boss criminale fuori dal carcere ed è talmente ambizioso da aspirare a diventare lui il numero uno,una volta rilasciata.
Un giorno Jae-Ho incontra il nuovo detenuto Hyun-Soo, ragazzino dall'aria apparentemente innocua, che tuttavia gode di appoggi e conoscenze di alto rango e non segue le regole della prigione mostrando da subito di non sottomettersi a nessuno.
Tra di loro, che si studiano ed ostentano una complicità pronta ad approfittare della prima occasione utile per schiacciare il contendente, si piazza una tosta ispettive di polizia, che cerca letteralmente di prendere "due piccioni con una fava".
"Sans pitie'", questo il titolo francese, insinua lo spettatore in un malizioso gioco a tre tutto tattica, astuzia ed inganno. Regia fluida ed elegante, colori caldi e filtrati, suppellettili di lusso che ben sostengono lunghi dialoghi spesso sopra le righe ed ironici, che giustificano anche scatti di violenza improvvisa che hanno fatto pensare a molti ad uno stile tarantiniano, anzi "tarantinesque".
Nulla di veramente nuovo, ma tutto girato, fotografato ed interpretato con la classe e lo stile ricercato che rende oggi inconfondibile ed unico il cinema di genere thriller/action/noir coreano.
Un regista in più da tenere d'occhio in zona "far east" per questo talentuoso Byung Sung-Hyun.
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