Regia di Nanni Loy vedi scheda film
Il dramma dell’italo-svedese Giuseppe Di Noi, ritornato in Italia dopo 6 anni di onorato lavoro in Scandinavia e arrestato alla frontiera italiana senza nessun apparente motivo. La moglie ed i figli viaggiano per la penisola per cercare risposte, mentre Di Noi, inerme e non abituato alla vita da reietto, visita suo malgrado tutti i penitenziari d’Italia.
Si tratta di uno dei più famosi e riusciti film di Nanni Loy, maestro nel piazzare la camera negli anfratti più perigliosi e lerci delle inettitudini italiane. “Detenuto in attesa di giudizio” però, è un film di Sordi, premiato col David di Donatello nel 1972 per una interpretazione favolosa. La pellicola è tutta incentrata sul protagonista, che vive le esperienze più traumatiche: dall’isolamento, al tentativo di stupro, dalla rivolta al manicomio criminale: Sordi è ineccepibile in ogni scena. Italiano talvolta con la i minuscola, esperto nel riportare il carattere più codardo e infimo della peggiore italianità, Sordi stavolta se la cava, ed egregiamente, anche nel ruolo di vittima di una Italia con la i minuscola, che più minuscola non si può.
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