Regia di Wayne Wang vedi scheda film
Commedia corale ben orchestrata da Wayne Wang che si avvale di un cast che offre un apporto determinante alla causa, anche grazie a dialoghi fluidi e a qualche bel colpo assestato nel momento giusto (vedi il finale).
Tante parole, ma anche ben spese, quasi una riconciliazione con se stessi e le piccole quotidianità.
In un negozio, alla buona, di Brooklyn gestito da Auggie Wren (Harvey Keytel) si incrociano varie umanità.
Il proprietario non ha proprio modi consueti, ma ha anche qualità discorsive intriganti, ed è circondato da personaggi di varia tipologia.
Tra questi conosciamo Paul Benjamin (William Hurt), scrittore con qualche problema creativo e il giovane Rashid (alla ricerca di un padre mai visto) che Paul ospita dopo essere salvato da lui.
Pellicola simpatica, nella quale s’incontrano diverse umanità che a loro volta, in primis, vengono a contatto, generando conversazioni continue.
Il racconto è molto fluido e Wayne Wang è bravo a calibrarlo lasciando assoluto spazio ai suoi personaggi e agli attori, bravi nell’essere naturali e disciolti nella vicenda.
Se vogliamo il film sceglie un percorso sicuro e che fa l’occhiolino allo spettatore, ma è anche capace di saperlo fare con un arguto equilibrio.
Poi la parte finale riempie tutto il film, e riesce a rimanere genuinamente scolpito nella memoria, ma conta parecchio anche il fatto di trovarsi complessivamente quasi in un’oasi lontana dal chiasso e dalla vorace routine quotidiana che contraddistingue le realtà metropolitane.
Anche in questo il film riesce alla grande nel proporre qualcosa di diverso, per quanto semplice.
Insomma, “Smoke” è un film che dimostra come i rapporti umani più semplici possano ancora regalare storie che lascino il segno senza sotterfugi o invenzioni particolari.
Indipendente, forse un po’ furbo, ma il suo obiettivo lo centra senza pregiudicarsi troppo.
Genuino, aria fresca che ci fa respirare come se fossimo ad alta quota.
Regia snella e con i tempi giusti.
Bravo.
Personaggione in cui lui ci si trova alla grande.
Sufficiente.
Sufficiente.
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