Regia di Andrew Hyatt vedi scheda film
Fotografato con una certa perizia, in modo da rimandare, nel finale, alla pittura caravaggesca, Piena di grazia è un film irritante e tedioso come una lezione di catechismo tenuta da un'anziana suora la domenica mattina mentre piove, prima della messa.
Inondato di musiche e canti religiosi tendenti a far sentire in colpa il cristiano di oggi che, come quello contemporaneo dei fatti narrati, sembra essersi dimenticato gli insegnamenti di Gesù, recitato almeno apparentemente con lo scopo di addormentare lo spettatore (graziato fortunatamente da una durata contenuta), Piena di grazia non ha neanche l'energia predicatoria che caratterizzerà Paolo, apostolo di Cristo, opera successiva dell'ultracattolico regista Andrew Hyatt, americano del Colorado.
Unitamente agli scandali finanziari e sessuali (per usare un eufemismo) della chiesa cattolica mondiale, film come questo rischiano seriamente di allontanare i fedeli dalle chiese e di spingerli a restarsene a casa, soprattutto la domenica mattina quando piove.
Piena di grazia (2015): Bahia Haifi, Kelsey Asbille
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Credo che una pseudo critica, infarcita di luoghi comuni e di osservazioni gratuite e faziose come questa, sia raro trovarne. La Chiesa non è rappresentata dal 1,5% dei suoi appartenenti, bensì dall'oltre miliardo di credenti nel mondo.
Devo dire che però in oltre un miliardo di credenti è un bel record che non ce ne sia uno capace di fare un bel film su Maria.
Bè è un suo parere che, come tutti i pareri personali, valgono per chi li esprime. Per quanto mi riguarda non vale niente.
Me ne farò una ragione.
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