Regia di Michael Apted vedi scheda film
VOTO 7 DISTURBANTE In questo The Triple Echo si rivisita l'immaginario del soldato inglese durante la seconda guerra mondiale (la guerra santa contro i nazisti), adeguandolo alle bassezze umane. Il risultato è sicuramente disturbante. Inizia come una storia d'amore, per diventare una farsa fino al ritorno prepotente nella dimensione mèlo, accentuando l'ineluttabilità delle situazioni, dove l'idiozia e la cattiveria portano l'innamorato ad affrontare l'inaccettabile crudeltà della realtà. Lo sguardo deciso e rassegnato di Glenda Jackson che chiude l'opera, da solo vale la visione e spinge il baricentro del film in territori melodrammatici estremi. Apted, appena trentunenne dopo una buona dose di TV (fra cui la splendida serie UP iniziata nel 70), realizza il suo primo film, rimanendo sì ancorato a forme d'intrattenimento, ma convogliando all'interno di queste la linfa del Free Cinema, portando la compagnia di attori in situazioni perfette per esprimere le loro capacità. Della Jackson quello che colpisce è sicuramente l'interpretazione molto giocata sul senso di colpa e sulla consapevolezza di essere donna, un carattere moderno contrapposto alla sgradevolezza arrogante del grande Oliver Reed, una pura faccia da schiaffi. Se poi ci mettete la perfetta location, il gioco è fatto.
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