Regia di Sergio Leone vedi scheda film
Da dove cominciare e dove finire? C'è tutto, tutto, non è mica un capolavoro per niente.
Un cacciatore di taglie poco onesto, un delinquente ed un losco figuro gareggiano per raggiungere un fantomatico tesoro.
Un’epopea come poche, la pietra miliare del western e il film che ha aperto al celebre e vario filone dei western all’italiana. In quasi tre ore c’è buona parte di quello che sarà e che è tutt’ora il cinema e, soprattutto, è il modello perfetto di una commistione tra cinema commerciale ed autoriale che non penso si sia mai ripetuta.
Come una partita a scacchi ciascuno fa le sue mosse, il titolo sembra quasi una presa in giro dato che non ci sono distinzioni morali di sorta, tra personaggi senza scrupoli e senza costrizioni o regole, ci si può spettare qualsiasi cosa.
Difficile reggere la trama dal punto di vista registico, i protagonisti sono estremamente carismatici e sopra le righe soprattutto per l’assenza di scuse o limitazioni di carattere moralistico, la conseguenza è la caratterizzazione di un mondo senza speranza dove non si tirano sospiri di sollievo, dove il clima è teso da far paura proprio perché – esattamente come una partita a scacchi – la prossima mossa può essere qualsiasi.
La sensazione è proprio quella di essere lì presente, bisogna stare attenti ai dettagli ed osservare come tutto s’incastri, come ogni volta tutto si capovolga, come Leone sia credibile nel girare la stanza chiusa tanto quanto il deserto sconfinato e una guerra travolgente.
Tre ore d’azione, umorismo, colpi di scena e – il tocco drammatico – ci sta perfettamente proprio perché non perde tempo in sciocche forzature ma, sempre e comunque, viaggia all’insegna del proseguimento della trama senza mai perdere il suo tono ruvido.
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