Regia di Blake Edwards vedi scheda film
Ottimo film.Ben girato e ben interpretato.Molto istruttivo
Joe Clay e Kirsten Arnesen, colleghi nella stessa ditta ,s'innamorano e si sposano. Il matrimonio sembra felice, ma in realtà covano sotto le ceneri di un'apparente normalità, dei malesseri e delle frustrazioni, in breve,per lenire queste angoscie ,prima Joe e poi anche la moglie cominciano, quasi per gioco a bere e in un rovinoso rapporto di mutua complicità, finiranno trascinati e triturati nel baratro della dipendenza dall'alcol ,in una spirale di fallimento e autodistruzione.Perderanno perfino il lavoro, mettendo a serio rischio anche la vita della loro figlia.A questo punto, coscienti di aver raschiato il fondo del barile,decidono di smettere di bere,ma solo Joe,evidentemente più forte e deciso, ci riesce,dopo varie tribolazioni, decide comunque di restare accanto alla moglie, nella speranza di poterla salvare.Edwards regista abitualmente dedito a film comici o brillanti, sorprese un po' tutti con questo lavoro insolito per i suoi clichè. Sul tema dell'alcolismo,piaga sociale diffusa e sottovalutata,forse ne uccide più della droga, Billy Wilder aveva fatto un ottimo lavoro con "Giorni perduti" ma in quel caso la questione riguardava solo un uomo,che trascorreva intere giornate nei bar ad ubriacarsi,ma che grazie all'amore della sua donna, in un coraggioso slancio finale, riusciva a salvarsi.In questo film invece la questione riguarda una coppia e nasce evidentemente proprio da irrisolte questioni conuiugali,che degenerano in un comportamento autolesionistico,come putroppo spesso accade, l'amore si può trasformare in risentimento, rimpianto e può finire per nuocere.jack Lemmon e Lee Remick,attori di grande mestiere, incarnano diligentemente i due protagonisti.
Il film è ben fatto ed è molto istruttivo.
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