Regia di Lina Wertmüller vedi scheda film
Commedia ad episodi che, per quanto non tocchi grandi temi o non ponga critiche particolarmente pungenti, risulta ben scritta, ben recitata (Manfredi è al massimo della forma), ben diretta e in definitiva intelligente quanto basta. Satira sul maschilismo e sui luoghi comuni dell'uomo, tronfio di sè stesso, degli anni '60, da quello rimasto indietro (il contadino) a quello al passo coi tempi e sulla breccia del successo (l'industriale con la moglie cleptomane); un tocco di cinismo e servire in tavola. Non sarà un capolavoro, ma si lascia vedere e soprattutto porta avanti un discorso suo, non è il classico film ad episodi generato dagli episodi, come usava in quei tempi (quando c'erano 3 o 4 'corti' di cui non si sapeva cosa fare, si rimaneggiavano e ne nasceva un film). Apprezzabile.
Cinque episodi a tema 'maschilista'. C'è il contadino che parla male delle donne e sfrutta la moglie; l'intellettuale con la moglie oca che le dimostra quanto è inferiore fingendo di farsi uccidere da lei; il lanciatore di coltelli che sfigura e uccide la partner e poi si dispera per le difficoltà nel trovarne un'altra; il benestante con la moglie cleptomane che le permette il vizietto pur di rimanere ricchi; un uomo che si chiude fuori di casa e gira per il condominio in cerca di aiuto, invano: manderanno la polizia a arrestarlo.
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