Regia di Buster Keaton vedi scheda film
Un film sensazionale, inatteso, ricco, geniale.
Sempre seguendo i dati su IMDB, il numero delle opere prodotte nel 1924 sarebbe del 2% circa superiori a quelle dell'anno precedente, terminando così una flessione che continuava da un bel po'.
L'opera forse più famosa del 1924 è questa.
E' la seconda volta, dagli albori al '24, che rimango stupefatto: la prima con Il gabinetto del dottor Caligari, la seconda ora, con il grande Buster Keaton.
Questo film comincia normalmente, in maniera "tranquilla", con qualche gag anzi non proprio ispiratissima, ma è solo un momento. Il tempo di vedere come il nostro eroe venga raggirato in maniera subdola ma astuta dal cattivo locale, e parte tutto.
Buster mette su una pellicola (nel film è un proiezionista) e....e la storia del cinema non sarà più la stessa, sarebbe da dire, esagerando un po', ma mica poi tanto. Si addormenta e nel suo sogno, il film proiettato cambia. Ma che dico, è Buster che entra nel film: vediamo la sala, lui che cammina verso lo schermo e letteralmente entra nella pellicola proiettata.
Noi vediamo un film in cui vedono un film....oggi non è rarissimo, ma al tempo saranno rimasti di sasso, anche per la precisione e la cura già raggiunti. Ma non è finita. Non solo perchè, con un abilissimo montaggio, il nostro protagonista si ritrova in vari scenari, consecutivi, inattesi, ma perchè dopo un po' seguiamo un altro film...proprio così, il film proiettato diventa l'UNICO film che stiamo seguendo!
Ora Keaton è Sherlock Jr., un formidabile detective, ed è qua che si verifica la gag al biliardo (la palla n.13 del titolo è la palla col numero 13, ovviamente, in realtà una bomba, secondo i "cattivi", ma Sherlock scopre presto tutto). Le gag e le invenzioni si susseguono senza sosta, geniali, vedi il finto vetro dove il Nostro si stava specchiando; la stessa partita di biliardo dimostra capacità sensazionali di Buster (che immagino avrà ripetuto decine di volte le scene, finchè non veniva il colpo richiesto).
Non voglio raccontare tutto, basti quanto ho detto, ma ci sarebbe anche una folle corsa in moto, sul manubrio della moto, per meglio dire, e senza stuntman....è un film seminale, e geniale.
Al tempo ebbe critiche tiepide e pubblico non entusiasta; il genio spesso è troppo genio per i contemporanei.
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