Regia di Peter Hyams vedi scheda film
“Atmosfera zero” è stato criticato per essere “fantascienza zero”, nel senso che ha ben poco di fantascientifico. Eppure la fantascienza è già inclusa nell’originalissima ambientazione, ossia una base mineraria su un satellite di Giove. Qui non si tratta di fantascienza alla “Star Trek” ma di un abisso privo di ideali, un futuro in cui lo spazio è diventato semplice routine. Quindi, la trama poliziesca e la classica pistolettata tra sceriffo e banditi non costituiscono affatto un aspetto negativo. Gli operai avvolti nelle tute spaziali come corpi senz’anima, le camerate asfittiche che sembrano slums londinesi portati nel cosmo, il bordello del bar-discoteca, l’ascensore, l’attesa dello shuttle come un normale aereo di linea, i tralicci metallici della fabbrica con lo sfondo di Giove… tutti particolari intrisi di macabro squallore, in grado di catturare la fantasia non meno dei miti di “Star Wars”. L’elemento horror (piuttosto blando nonostante tutto) è basato sull’esplosione dei corpi in assenza di aria, ma c’è un grave errore di verosimiglianza quando il commissario si lascia cadere sul sicario per atterrarlo: se non c’è atmosfera come fa a cadere?
La co-protagonista femminile è defilata e insolitamente anzianotta, che durante l’avventura non si innamora dell’eroe giustiziere (altro elemento originale del film). Sean Connery sempre ammirevole. Musiche intense, opera dello stesso autore di “Alien” e “Il pianeta delle scimmie” ma con allusioni a Stravinskij. Tre stelle e mezzo.
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