Nel fitto e spesso sopra le righe catalogo di Lifetime, Sulle ali della pazzia, film proposto da Rai Premium la sera del 3 aprile, si staglia come uno dei thriller psicologici più riusciti della rete. Il film, prodotto da Incendo e diretto con occhio teso al dramma da Jean-François Rivard, prende un plot apparentemente familiare - due suocere che si contendono l’attenzione della futura sposa - e lo trasforma in un incubo di controllo, paranoia e violenza che si sviluppa tra le pareti patinate di una casa troppo perfetta per essere sicura.

Romy Rosemont
Sulle ali della pazzia (2019) Romy Rosemont

Il crollo dell’armonia

Jill Jones (Kari Matchett), una delle protagoniste del film di Rai Premium Sulle ali della pazzia, è una donna di successo, elegante e moderna, che vive un rapporto molto stretto con il figlio Luke (Matthew Raudsepp). Quando lui decide di sposare la dolce Amber Vickers (Victoria Diamond), Jill ne è entusiasta. Il legame tra Jill e Amber cresce al punto che Jill la considera la figlia che non ha mai avuto. Ma questa armonia viene bruscamente interrotta con l’arrivo di Sharon Vickers (Romy Rosemont), madre di Amber.


Sharon è tutto ciò che Jill non è: rigida, moralista, manipolatrice. Il suo arrivo trasforma la casa di Jill in un campo di battaglia silenzioso. Iniziano piccoli scontri sulle scelte di Amber (il vestito, il tipo di cerimonia, perfino lo smalto) che presto si trasformano in qualcosa di molto più oscuro. L’apice arriva quando Jill viene misteriosamente spinta giù dalle scale durante un apparente furto in casa. Immobilizzata e dipendente da cure, Jill si trova sotto la completa tutela della persona più pericolosa che potesse immaginare: Sharon stessa.

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Madri in guerra, figlie contese

La forza del film di Rai Premium Sulle ali della pazzia risiede nella sua costruzione dei personaggi, soprattutto nelle due figure centrali: Jill e Sharon, incarnazioni opposte della maternità.


Sharon Vickers, interpretata da Romy Rosemont, è il vero motore narrativo del film. Il suo personaggio parte come una madre apprensiva e si trasforma lentamente in una figura ossessiva e letale. La sua gelosia per il rapporto tra Amber e Jill non è solo questione d’orgoglio: è fame emotiva, manipolazione travestita da amore. La sua storia personale (la vedovanza precoce, l’ambiguità attorno alla morte del marito, il suo passato da infermiera con tendenze da “angelo della morte”) costruisce un profilo inquietante e credibile.


Jill, dal canto suo, non è solo la “vittima perfetta”. All’inizio può sembrare snob, perfino invadente nel rapporto con Amber, ma Matchett riesce a renderla sempre più umana man mano che il film avanza. È nella sua resistenza – fisica, emotiva, morale – che si trova il cuore del film: la volontà di non lasciarsi annientare.


Amber, il personaggio conteso, è disegnata con tratti delicati ma efficaci. Catturata tra due figure materne dominanti, cerca di mantenere una propria autonomia che però viene sistematicamente negata da Sharon. Victoria Diamond le dà vulnerabilità e forza in egual misura.


Il cast di supporto include Matthew Raudsepp nel ruolo del figlio premuroso ma un po’ passivo e Salvatore Antonio, che regala i pochi momenti di respiro comico con un personaggio, Evan, che, purtroppo, fa una fine tragica.

Victoria Diamond, Romy Rosemont
Sulle ali della pazzia (2019) Victoria Diamond, Romy Rosemont

Amore, possesso e violenza domestica

Il film di Rai Premium Sulle ali della pazzia è una riflessione disturbante sul lato oscuro dell’amore materno. Non è un film che parla semplicemente di “suocere difficili”: qui si scava più a fondo. Il tv movie esplora il concetto di amore come possesso, la gelosia familiare e il controllo psicologico, fino a sfiorare tematiche di abuso domestico mascherato da accudimento.


L’ambientazione domestica, con la sua estetica raffinata e apparentemente accogliente, diventa una trappola dorata. Il contrasto tra bellezza e pericolo funziona perfettamente: la casa non è solo un luogo fisico ma una metafora del controllo.


Un altro tema forte è il conflitto tra generazioni: Sharon rappresenta una visione tradizionale e autoritaria del ruolo materno e del matrimonio; Jill, al contrario, è l’espressione di una maternità aperta, non biologica ma profonda. Amber è l’arena su cui queste due visioni si scontrano.

Un thriller domestico volutamente esagerato

L’uso della musica classica e l’attenzione al dettaglio visivo, grazie a una regia che sa sfruttare la tensione e il non detto, rendono il film di Rai Premium Sulle ali della pazzia più raffinato della media delle produzioni Lifetime. Il tono è cupo, la suspense ben dosata e la spirale di follia costruita con precisione chirurgica.


Sulle ali della pazzia
non finge di essere realistico. È volutamente teatrale, esasperato, a tratti persino grottesco. Ma è proprio in questo che risiede la sua forza. Sharon è un villain memorabile perché umana nella sua follia, mentre Jill rappresenta il coraggio silenzioso che nasce dal bisogno di sopravvivere.


Non è solo un film su due donne in contrasto. È un film sul pericolo dell’amore malato, sulla sottile linea tra cura e controllo, e su quanto possa essere pericolosa una madre che ha perso il senso dei confini.

Chi cerca tensione, dramma e un personaggio da incubo che farà sembrare la propria suocera un angelo, troverà in Sulle ali della pazzia un’esperienza disturbante e, perché no, coinvolgente.

Filmografia

locandina Sulle ali della pazzia

Sulle ali della pazzia

Thriller - Canada 2019 - durata 90’

Titolo originale: Mad Mom

Regia: Jean-François Rivard

Con Romy Rosemont, Kari Matchett, Victoria Diamond, Matthew Raudsepp, Salvatore Antonio, Adam Reid

in TV: 03/04/2025 - Rai Premium - Ore 21.20