Abbiamo già ricordato come I segreti di Twin Peaks rappresenti lo spartiacque tra la TV del passato e quella moderna, la prova provata che uno sguardo d’autore può intervenire sui codici della serialità popolare e creare un nuovo senso. Non avevamo ancora avuto modo di stupirvi con gli effetti speciali, però, raccontandovi il fatto più indiscutibile e surreale nella storia della TV moderna: senza I Simpson, Twin Peaks non sarebbe mai esistita. Fino al 1986, la TV statunitense commerciale era un oligopolio a tre – ABC, NBC, CBS – e nessun altro era invitato al party. Finché un folle (in tutti i sensi) magnate australiano, Rupert Murdoch, non sbarca sul mercato acquistando i resti fumanti di Fox e puntando forte sul pubblico dei più giovani. Per sua fortuna, nel 1989 l’animatore Matt Groening e il produttore/regista di lungo corso (e pluri-candidato agli Oscar) James L. Brooks hanno in serbo per lui I Simpson, la più raffinata sitcom post-moderna che abbia mai graziato il piccolo schermo e che fin da subito ottiene un successo fuori scala e inaspettato. Un trionfo di tale magnitudo da spezzare il dominio dei tre network principali, costringendoli a inventarsi qualcosa di nuovo per affrontare la nuova, inedita, modernissima competizione. Ecco perché ABC ha dato il via libera a una pazzia come Twin Peaks. Tutta colpa di una famiglia itterico-disfunzionale animata più vera del vero, che ha ridefinito il concetto di comicità re-impastando 40 anni di cultura pop e inventando una nuova maniera di fare le sitcom. Altro che d’oh!.
I 5 (+5) migliori episodi di I Simpson
Stagione 6 Episodio 25 (Stagione 7 Episodio 1): Chi ha sparato al sig. Burns?
Matt Groening in persona decide che è arrivato il momento di incassare sulla popolarità raggiunta dai Simpson e ha l’idea per una puntata doppia ispirata a Dallas e al tentato omicidio di J.R., qui sostituito dal signor Burns. Tutta Springfield lo odia, ma solo la più insospettabile delle persone preme il grilletto. All’epoca, gli spettatori statunitensi dovettero attendere 4 mesi per conoscere la risposta, guardando e riguardando la prima metà alla ricerca di indizi nascosti.

Stagione 7 Episodio 16: Un pesce di nome Selma
Difficile, in questa stagione, scegliere tra il 19° episodio (i 22 cortometraggi che vanno a creare un unico flusso incastrandosi alla perfezione) e il 4° (quello in cui Bart vende l’anima), ma il trionfo di Troy McClure – che di lì a poco sarebbe stato accantonato a causa della tragica morte del suo doppiatore Phil Hartman – non può essere dimenticato. Così come non ci si può scordare tanto facilmente la sua versione musical di Il pianeta delle scimmie.

Stagione 6 Episodio 6: La paura fa novanta V
Presto Homer sarà un capo massone dei Tagliapietre, ma prima deve affrontare il più estremo fra gli episodi speciali di Halloween dedicati all’horror. A partire dall’epocale parodia di Shining, passando per i viaggi nel tempo causati da un tostapane rotto come omaggio a Bradbury (Rumore di tuono) e per finire con il segmento (ispirato a 2022: i sopravvissuti) in cui gli alunni cattivi della scuola di Springfield diventano letteralmente carne da macello.

Stagione 8 Episodio 23: Frank Grimes, il nemico di Homer
Nella stagione iniziata con il trasloco temporaneo alla corte di Hank Scorpio e proseguita con i memorabili X-Files di Springfield, l’episodio del Grimmione continua a essere il migliore esempio della consapevolezza dei Simpson: il concetto di normalità è del tutto relativo e legato al contesto in cui ci muoviamo, una delle migliori lezioni di vita (e di narrazione) mai regalate dalla TV pop.

Stagione 4 Episodio 12: Marge contro la monorotaia
A pochi episodi di distanza dalla puntata in cui il cuore di Ralph si ciuf ciuf spezza, Conan O’Brien firma la sceneggiatura dell’episodio più ambizioso e su larga scala mai proposto fino a quel momento, in cui tutta Springfield partecipa alla truffa della monorotaia in un epico blockbuster musical virtualmente irripetibile.

Stagione 11 Episodio 14: Di nuovo solo-solino-soletto
Nella stagione che regala anche la meta-auto-parodia di Dietro la risata, la disputa contrattuale con la doppiatrice di Maude Flanders porta alla tragicomica scomparsa della moglie di Ned, uccisa da un incidente demenziale provocato dalla goffa esuberanza di Homer che ci ricorda che l’universo dei Simpson non è immutabile, nonostante la sua natura di sitcom.

Stagione 2 Episodio 19: Il supplente di Lisa
Lisa si innamora platonicamente di Mr. Bergstrom, supplente alla Robin Williams (stile L’attimo fuggente) doppiato in originale da Dustin Hoffman, mentre Bart scopre il Donald Trump che c’è dentro di lui candidandosi anarchicamente alle elezioni per il rappresentante degli studenti, in un episodio che rappresenta il perfetto equilibrio tra comicità ed emozione.

Stagione 5 Episodio 2: Il promontorio della paura
Difficile scegliere il miglior episodio che ha per antagonista Telespalla Bob, il clown melomane e psicopatico che sogna talmente forte di assassinare Bart da essersi tatuato sul petto una frase in tedesco – Die, Bart, Die –, ma è altrettando impossibile non ricordare uno dei migliori omaggi di sempre a Scorsese e ai rastrelli.

Stagione 12 Episodio 8: Tormenti di neve
Non è il primo episodio in cui i bambini di Springfield prendono il comando (era successo nel Kampeggio Krusty della quarta stagione) ma qui, bloccati a scuola da una tormenta di neve, il tirannico Skinner è costretto ad assistere impotente al golpe di Bart, mentre Ned e Homer collaborano per salvare i ragazzi.

Stagione 27 Episodio 9: Barthood
Avevamo già visto diverse versioni di Bart adulto o adolescente, tutte piuttosto impietose nei confronti del primogenito di casa Simpson. Ma in questa perfetta (e commovente) parodia di Boyhood lo vediamo crescere sotto i nostri occhi, mentre elabora il suo difficile rapporto sia con Homer, sia con Lisa.

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