Regia di Ruairi Robinson vedi scheda film
Quando mancano poco più di 24 ore alla fine del turno di 6 mesi sulla stazione spaziale su Marte, i componenti della esplorazione internazionale che sta cercando segni di vita sul Pianeta rosso vivono emozioni contrastanti: chi sollievo per la conclusione del periodo, chi frustrazione per i scarsi risultati ottenuti. Uno di loro però chiede con una scusa al Capo-missione di tornare fuori a sistemare alcune attrezzature, in realtà perché in un'area particolare crede di aver trovato una scoperta sconvolgente ...
Un certo tipo di filone SF, sulla narrazione spaziale, ha provato a seguire le orme di Alien (oltre ai vari auto-cloni di Ridley Scott, mi viene in mente il recente Life - Non oltrepassare il limite) intrecciando fantascienza e horror. Del resto tale intreccio è ben presente in tutta la miriade di film in cui compare il personaggio dello "zombie" che, dopo l'esordio clamoroso con i capolavori di Romero e il successivo appannamento con le imitazioni spesso solo a mo' di splatter-movie degli anni seguenti, ha ritrovato nuova e più duratura vita nelle pellicole del nuovo millennio in cui il contesto SF è più solido e gli effetti speciali più realistici (da Resident Evil a 24 giorni dopo a World War Z, tanto per citarne alcuni).
In questo film Regista e Sceneggiatore elevano la figura zombiesca ad una condizione ancestrale procurata da antichi batteri presenti su Marte. Ma una volta chiarito il nuovo contesto, poi però il canovaccio resta sostanzialmente lo stesso: l'infezione improvvisa, i tentivi (falliti) di cura, il sentimento di pietà verso i compagni colpiti che da essi è malamente ricambiato, fino alla lotta per la sopravvivenza e alle decisioni fatali.
Tutto già visto.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta