Regia di Steven Spielberg vedi scheda film
Terzo capitolo della saga di Indiana Jones. Abbandonate le atmosfere cupe di "Indiana Jones and the Temple of Doom", si ritorna a quelle più solari di "Raiders of the Lost Ark", ma questa volta con una dose di humour non indifferente. Questo per la scelta di accostare a Indiana Jones il padre, cioè Henry Jones Sr. interpretato da uno straordinario Sean Connery. I 2 insieme creano una delle coppie più esilaranti mai apparse nella storia del cinema e questo giova al risultato finale del film. Non a caso il vero punto forte è proprio l'umorismo ed il fatto che, rispetto ai 2 predecessori, questo si prenda molto poco sul serio e che anzi raggiunge una consistenza da commedia avventurosa. Spielberg tecnicamente accresce ancora di più il livello di spettacolarità con una direzione incredibile. La sceneggiatura, dopo quella più semplice e "statica" del precedente", ritorna ad essere più complessa ed ancora più piena di intrighi e doppi giochi, proprio come nel primo capitolo. Il cast è complessivamente eccellente, da non dimenticare un grande Julian Glover nei panni del Villain nazista Walter Donovan. Gli effetti speciali dell'ILM migliorano ancora di più e si incomincia a sperimentare con gusto la CGI, come nella terrificante sequenza finale della scelta di Donovan del Santo Graal. John Williams riesce ad ideare una colonna sonora avvincente che si coniuga perfettamente con le scene d'azione, come l'inseguimento in carro armato. Insomma, un sequel che migliora ancora di più quanto di straordinario fatto nei precedenti film e che anzi, in puro stile 'Spielberghiano', ne aumenta sia l'umorismo che il lato emozionale. Steven Spielberg riesce persino a spiegare, tramite la ricerca del Santo Graal, quanto sia importante il rapporto padre / figlio e questo è il vero miracolo di "Indian Jones and the Last Crusade": alla fine un semplice film di avventura spettacolare ma che riesce persino ad emozionare.
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